|
||
CENNI STORICI |
||
| L'antichità e la grandezza della devozione
per la Vergine del Soccorso, in S. Severo, ci viene documentata, oltre che dai diversi
scrittori di storia locale, anche da tutto quanto possiamo ammirare nel Santuario del
Soccorso, a testimonianza di tante grazie dispensate dalla Celeste Patrona di S. Severo.
La Nostra Beata Vergine del Soccorso, è stata sempre la Grande Mamma dispensatrice di
grazie, e Protettrice dei bisognosi, e degli infermi e di chiunque si è rivolto a Lei con
gli occhi in lagrime, nei momenti di maggior bisogno, sicuro di non poter essere mai
abbandonato da Lei. Le più antiche notizie ci vengono da Mons. Emanuele Merra, Vescovo di S. Severo (dal 1905 al 1911), il quale in occasione del Cinquantenario della Proclamazione a Patrona di S. Severo, della Vergine del Soccorso, scrisse nella sua Lettera Pastorale: "Era il 1514 e qui in S. Severo gli Agostiniani si stabilirono e santamente premurosi, esposero alla pubblica venerazione una devota immagine di legno, rappresentante Maria del Soccorso, dalle brune e insieme bellissime sembianze, col divino Figliuolo tra le braccia, di stile bizantino". Il centro di questa devozione sembra sia stata proprio la città di Palermo, qui infatti, secondo quanto ci viene tramandato, sembra sia avvenuto nel 1306 il primo miracolo operato dalla Madonna del Soccorso: un tale di nome Nicolo Bruno, religioso, preso da violenti dolori ai fianchi, che facevano temere per la sua vita, chiese la grazia alla Madonna, la quale gli apparve, lo guarì e gli impose di venerarla sotto il titolo di "Madonna del Soccorso". Un altro miracolo fu quello della guarigione di una ragazza paralitica ormai da diversi anni, alla quale la Vergine del Soccorso apparve sciogliendosi dai fianchi una cintura d'argento e con questa cinse l'ammalata che guarì. Da secoli la Madonna del Soccorso continua a far miracoli e attualmente continuano a giungere al Santuario testimonianze di grazie ricevute, anche da sanseveresi emigrati all'estero. Verso il 1514 i Padri Agostiniani, venuti a S.Severo dalla Sicilia costruirono il loro convento a poca distanza dalla porta di Foggia e presso la Chiesetta di S. Pietro in Parrocchia di S. Nicola, proprio dove oggi sorge il nostro Santuario e successivamente, verso il 1564, avrebbero trasportato dalla Sicilia la bella statua in legno della Madonna del Soccorso, che è proprio quella statua che noi oggi veneriamo. Questa data del 1564 viene confermata anche dal Breve Pontificio del 10 settembre del 1857, conservato nell'Archivio della Arciconfraternita, quindi la data della venuta della statua della Vergine del Soccorso in S. Severo, dovrebbe essere il 1564 o poco dopo, secondo quanto ci riportano gli storici locali. Gli Agostiniani istituirono in questa chiesa la Confraternita del Crocifisso, che vestiva un saio con cappuccio in tela bianca, un cinto di cuoio e una mozzetta verde, e così come dice il Lucchino, aveva il diritto, questa confraternita di occupare il secondo posto nelle processioni alle quali prendevano parte le diverse confraternite. Sino al sec. XVIII durò l'usanza di questa confraternita del Crocifisso, di portare in processione il Venerdì Santo, preceduta da un trombettiere la statua del Cristo portante la Croce. A ricordo di questa Confraternita del Crocifisso, che si era stanziata in S. Agostino, forse successivamente si prese l'usanza di portare a spalla, in processione, la mattina del Venerdì Santo, la grande Croce di legno, appartenente alla Chiesa di S. Agostino, Croce che viene portata a spalla da un uomo col viso coperto e scalzo, in segno di penitenza. Questa Croce, molto pesante, attualmente, durante l'incontro del Venerdì Santo, viene issata verticalmente quasi a dividere la Addolorata dal Cristo alla colonna. La statua della Madonna del Soccorso, nei primi tempi subito dopo la sua venuta dalla Sicilia, doveva apparire senza gli attuali sontuosi vestiti ricamati in oro, ma con la veste che la statua ha scolpita nel legno. Nella mano destra aveva uno scettro, così come la Madonna è raffigurata nello stemma posto sull'antico armadio sacerdotale in sagrestia e scolpiti nel legno della statua dovevano vedersi i capelli raccolti sull'occipite, non essendoci ancora le parrucche che noi vediamo attualmente. I Confratelli durante le processioni indossavano e indossano tuttora un saio di tela bianca, una mozzetta di seta celeste, orlata e foderata in rosa, cordone in vita e guanti, scarpe e calze di color bianco. Anticamente, sulla mozzetta e precisamente sul petto, a destra e a sinistra vi erano attaccati due emblemi ovali, l'uno raffigurante la Vergine del Soccorso e l'altro raffigurante il Crocifisso, probabilmente a ricordo della vecchia confraternita del Crocifisso. La Confraternita era presieduta da un "Priore" o "Prefetto". In genere il Priore, laico, oltre ad avere una certa rettitudine morale, era scelto tra le persone più abbienti del paese, in quanto per statuto, i confrati avevano (ed hanno) l'obbligo di sovvenzionare in proprio o con la questua la propria Chiesa, e a garanzia delle possibilità economiche dei confrati e quindi del futuro della confraternita stessa e della Chiesa, veniva scelta una persona facoltosa che molte volte era anche colta e influente, così come oggi si scelgono persone colte e influenti e di indiscussa moralità, a presiedere associazioni di vario genere, nell'interesse dell'associazione stessa. Mons. Merra riporta che la data dell'elevazione ad Arciconfraternita è quella ilei 1883, così pure riporta l'Arcidiacono Papa. Di questo argomento parla una lapide murata sopra il tamburo della Chiesa e non visibile dal basso. Questa Arciconfraternita contribuì sempre più ad aumentare la devozione per la Vergine del Soccorso, che in tempi di calamità veniva trasportata in processione ed esposta in Cattedrale dove si radunava il popolo sanseverese in preghiera prostrato davanti alla sua Celeste Patrona per implorare grazie. Nei tempi di siccità, questo popolo formato in maggior parte da agricoltori, portava la Madonna del Soccorso in processione di penitenza per invocare la protezione dei campi, e la pioggia. Si ha notizia che nel 1761 per tutto l'inverno e per la primavera non era piovuto e le campagne non promettevano di dare nessun frutto; i confratelli decisero allora ili portare in processione di penitenza la Vergine del Soccorso, attraverso i campi per Implorare la pioggia, si avviarono per la strada che menava a S. Marco in Lamis, la processione, giunta che fu al convento di Stignano improvvisamente venne giù tanta pioggia che salvò tutti i raccolti dei nostri devoti poveri agricoltori (3). Il 25 Aprile del 1804 fu nominato Rettore Spirituale della nostra Chiesa P. Mariano da Vico, M. Osservante. Nell'Aprile del 1837, un terribile male venuto dall'Asia, arrivò fino a S. Severo, era il Colera Asiatico detto "Cholera Morbus. II 22 ottobre del 1843 Mons. Rocco De Gregorio, Vescovo di S. Severo volle consacrare la Chiesa di S. Agostino alla Vergine del Soccorso (3). Nel 1855 venne eletto Priore delPArciconfraternita del Soccorso, Matteo Mascia (24/8/1823 2/3/ 1880) figlio di Simone Mascia e Carolina Antonacci. Di questo Priore, una lapide. "DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE IN DATA
1856 COPIA Il 10 settembre del 1857, con Decreto della
Sacra Congregazione dei Riti, la Vergine del Soccorso veniva dichiarata "Patrona
della Città di S. Severo" con festa di doppio precetto da celebrarsi il sabato
precedente la prima domenica di maggio. Dall'anno della proclamazione a
"Patrona" quindi si celebrarono le feste patronali con Triduo di preparazione e
Novena, che attualmente si recita nella Cattedrale. |
||